In missione qui... con il respiro della GMG
- Scritto da Jessica Soardo
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Diciamo che la GMG era sempre stata un’esperienza che volevo fare nella vita, infatti se avessi potuto sarei andata a Panama, e quando ho ricevuto la mail dall’MGS mi sono detta “è a Lisbona, perché no?”. Così ho deciso di partire con le mie domande su Dio e sulla mia fede in cerca di risposte, senza lasciare a casa un po’ di preoccupazione. Siamo partiti in due, io e Tommaso, ma ero un po’ insicura perché, non avendo un legame così profondo, avevo paura di sentirmi un po’ sola, spaesata e senza un vero appoggio o una guida visto che il responsabile del gruppo ero io.
Questa sensazione è un po’ peggiorata quando siamo arrivati a Verona e ho visto tutti gli altri gruppi così numerosi. In realtà appena siamo arrivati a Lourdes la paura è svanita perché si è creato un senso di comunità così forte che non contava più da dove venissi o cosa facessi, ma ero parte del grande gruppo MGS. Posso dire che questa GMG è stata un’esperienza di crescita personale e anche spirituale. Ho avuto la conferma che me la so cavare da sola, ma in senso positivo, perché in un gruppo come quello con cui ho potuto vivere questa esperienza non mi sono mai sentita sola, ma anzi sono stata accolta da tutte le altre realtà e per i pasti abbiamo addirittura creato il gruppetto dei “senza gruppo”. Da questa esperienza mi porto a casa tutte le amicizie che ho potuto instaurare e la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta quando ho deciso di partire.
Per quanto riguarda la mia fede in realtà sono tornata senza risposte, ma non perché non le abbia cercate. Ma proprio perché ho avuto modo di confrontarmi con le suore e i sacerdoti salesiani presenti che mi hanno fatto capire che non posso controllare e sapere tutto, ma la forza della mia fede consiste proprio nell’abbandonarsi a Dio e fidarsi, ma senza smettere di porsi domande.
La cosa che mi ha fatto sentire più serena e consapevole della mia fede è stato trovarsi in mezzo ad un milione e mezzo di giovani accomunati dallo stesso credo. Tuttavia non bisogna pensare alla GMG come un incontro di Chiesa, ma più come ad un incontro di giovani che hanno scelto di credere nello stesso Dio, ma in modo libero, senza sentirsi in obbligo o in dovere di fare niente, scegliendo come partecipare alle varie proposte e come vivere la propria fede.
Infine da questa esperienza mi porto a casa le parole di Papa Francesco che, come ogni volta, sanno come colpirti dritto nel petto come un pugno, quasi come se quello che dice fosse modellato sulla tua vita, sulla tua storia e sul tuo percorso.
Posso dire di fare veramente parte della gioventù del Papa e della Chiesa giovane che questa esperienza mi ha permesso ti toccare con mano.
Concludo, citando proprio le Sue parole, augurando a tutti di non avere paura, ma di trovare il coraggio di alzarsi, proprio come ha fatto Maria, e inseguire i propri sogni e desideri e non avere paura di amare perché l’amore è un rischio, ma vale la pena correrlo. Quindi amate, correte e vivete perché Dio è sempre con voi.
Marta Band