FOGLIO SETTIMANALE 02/03 - 09/03
- Scritto da Petrello Anna
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VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / C - DOMENICA 2 MARZO 2025
UNA PAROLA BUONA
Il rapporto che c’è tra la parola e il cuore è simile a quello che intercorre tra il frutto e l’albero. Un frutto buono rivela la bontà dell’albero; così la parola, dice il Siracide, rivela i pensieri del cuore e la bocca esprime – secondo Luca – «ciò che dal cuore sovrabbonda». Quali sono queste parole buone che manifestano la bontà del cuore? Gesù ne ricorda qualcuna. È la parola con la quale riconosciamo la trave che c’è nel nostro occhio e che non esitiamo a rimuovere attraverso cammini di conversione, che ci impediscano di diventare “ciechi che guidano altri ciechi”. La parola buona sa correggere con mitezza chi sbaglia, aiutandolo a rimuovere la pagliuzza che può esserci nel suo occhio, per rendere luminosa la sua vista, di modo che sia lui a guidarci sul cammino della vita. Parola buona è quella che sa infondere coraggio e speranza, ricordando a tutti, come fa san Paolo con i Corinzi, che i nostri sforzi non sono vani se fondati sulla vittoria pasquale di Gesù, che ha vinto per sempre il peccato e la morte. È questa speranza che ci rende saldi e irremovibili, come alberi ben piantati nel terreno, capaci di produrre come frutto parole di consolazione e fiducia.
Il paragone dell’albero e dei suoi frutti è il filo conduttore che attraversa le letture di questa domenica. Nel Vangelo, poi, Gesù, parlandoci di albero buono e albero cattivo, vuol farci capire che per essere l’albero buono che produce frutti buoni bisogna avere un cuore buono. Solo così la nostra fatica non sarà vana.